SOLO INTERMEDIAZIONE CULTURALE?

SOLO INTERMEDIAZIONE CULTURALE?

Prendere un interprete per un incontro fra persone che parlano lingue diverse è più che ovvio. Ci sono, però, altre occasioni, in cui sembra non si abbia bisogno di interpreti, eppure vi invito a rifletterci un po’.
Presentandosi con un buon interprete esprimerete il necessario rispetto per la vostra cultura, la lingua e la storia vostra e quella del vostro interlocutore.
Cosa dire, invece, dei casi, in cui parlate la lingua straniera oppure è il vostro pubblico a comprenderla in modo discreto? Non sarà superfluo esaminare i seguenti aspetti.

DIVINA DISTANZA – L’interprete dona al cliente un senso di superiorità. Non state solo dimostrando di potervi permettere un interprete, ma avete anche stabilito una certa distanza fra voi e la parte opposta. Lo facevano i re, i sovrani e lo fanno tutt’oggi i politici.

Ma perché mai dovrei pavoneggiarmi con degli aggeggi fuori moda? Non sofro mica di mania di grandezza! Perché creare una distanza artificiale, se invece voglio comunicare? A volte, ci sono delle circostanze, in cui è meglio adottare certe strategie.

CURVATURA TEMPORALE – Anche se comprendete e parlate la lingua dell’interlocutore, il solo fatto di essere interpretati vi farà guadagnare tempo. Invece di dover sfornare risposte a raffica, avrete più tempo per riflettere e scegliere le parole con cautela.

CAPRO ESPIATORIO – Se qualcosa va storto, potete sempre dare la colpa all’interprete. Ovviamente, sarebbe garbato e anche corretto informare l’interprete in anticipo che potreste usare questo stratagemma

TERZO GRADO – Siamo esseri umani e spesso sopravalutiamo le proprie capacità. Le conferenze stampa sono di solito gestite da reparti PR, eppure sappiamo che i giornalisti vorranno sentire voi in persona e quando ci troviamo a dover rispondere a domande scomode in un atmosfera esplosivo, si corre il rischio di formulare i propri pensieri in modo poco fortunato. Un buon interprete renderà i vostri pensieri in frasi ben ordinate, scegliendo, se è veramente buono, le parole più adatte.

NEGOZIATI – Il contratto è stato letto e riletto dai vostri legali e siete dunque pronti a firmarlo.

A volte, soprattutto i politici e gli uomini d’affari di quelli più navigati, cercano di infilare qualche ‘piccola’ modifica all’ultimo istante. Saranno di nuovo l’interprete e il tempo che ci guadagnate a offrirvi una via di scampo.

QUESTIONE DI PRESTIGIO – Il vostro team ha preparato un importante evento con un relatore straniero. Avete verificato ogni minimo dettaglio, prenotato la sala più esclusiva, sborsato una fortuna per i fiori, affittatto il migliore sistema audio trovabile… Vi serve soltanto un interprete professionista che darà al pubblico l’impressione che l’ospite non parli affatto in un’altra lingua.

Il miglior complimento ad un interprete l’ho sentito da una signora che parlava un inglese impeccabile: “Anche se non avevo bisogno di ascoltare l’interprete, perché capisco l’inglese, devo dire che era bravissimo. Non dava disturbo. Non lo si notava affatto. Era come sentire il relatore due volte. Allo stesso prezzo!”